19 Dicembre 2009 - Villa San Giovanni

venerdì 27 novembre 2009

Spazio sociale Ex Macello: appello urgente per le donazioni

Dal 2006 ci battiamo affinchè Lamezia Terme possa avere uno spazio sociale interamente autogestito dai giovani di questa città. Dopo anni di volantinaggi, richieste e sollecitazioni varie, la Casa della Legalità e della Cultura, che rappresenta la sintesi di questo percorso intrapreso tempo fa, è riuscita ad avere una sede dal Comune, sede che però verrà messa a disposizione di quanti vogliano contribuire all'idea dello spazio autogestito. Lo spazio Sociale Ex Macello sarà quindi un laboratorio di idee, un luogo di musica, arte, cultura, un luogo di antimafia e integrazione, un luogo aperto a tutti.Tutto questo però ha dei costi che la Casa della Legalità da sola non può sostenere, costi che vanno dalle spese di registrazione del contratto al pagamento dei canoni mensili, dalle bollette ai lavori di manutenzione necessari per renderlo subito fruibile alla città. Ora è subentrato un rischio grave, quello di perdere questo posto ancora prima di realizzare tutte le idee in cantiere. Aiutaci a sostenere le varie spese.
Per contribuire alla sistemazione dell'Ex Macello è possibile:
-venire a dare una mano i giorni fissati per i lavori (di solito il sabato mattina);- fare una donanzione venendo personalmente all'Ex Macello nei giorni fisati per i lavori;- lasciare un offerta nelle cassette sistemate in diversi punti dell città;
- acquistare un cappellino "il futuro non è scritto" al prezzo di 5 euro;
- acquistare una maglietta "il futuro non è scritto" al prezzo di 10 euro;
- fare la tessera di sostenitore "Casa della Legalità e della Cultura" di Lamezia Terme, offerta libera;
- donare libri e materiale utile per lo spazio sociale;
- partecipare alle iniziative di autofinanziamento che verranno organizzate nei prossimi giorni;

Attualmente le cassette per raccogliere le offerte per l'Ex Macello sono sistemate nei seguenti locali:
- Rua Sao Joao (Piazza San Giovanni)

martedì 24 novembre 2009

Forum delle associazioni, movimenti e comitati a Lamezia Terme - 6 Dicembre 2009

FORUM DELLE ASSOCIAZIONI MOVIMENTI E COMITATI
LAMEZIA TERME - DOMENICA 6 DICEMBRE 2009

A seguito della grande manifestazione del 24 ottobre ad Amantea, che ha visto la partecipazione di oltre 30 mila persone giunte da tutta la Calabria, per i movimenti della Calabria si è posta la necessità di coordinare meglio le proprie forze e risorse sparse su tutto il territorio per cercare di dare un’unica identità. Vogliamo promuovere una mobilitazione generale ed avviare una discussione permanente, che coinvolga tutti i movimenti presenti nella nostra regione, puntando a sollevare le problematiche legate alla tutela dell’ambiente nella regione Calabria (bonifiche, difesa delle risorse comuni, ciclo dei rifiuti, aggressione delle coste, etc.), per chiedere la tutela di tutti i beni comuni, dall’acqua, alla salute, alla cultura, al lavoro, all'ambiente. Ad Amantea, il 24 ottobre scorso, le Associazioni, i Comitati ed i Movimenti di tutta la Calabria, hanno tracciato un percorso lineare e coeso, che parte da semplici e chiare richieste rispetto alla tutela della salute ed il recupero ambientale del territorio di tutta la regione Calabria. Ed in particolare:
- la bonifica immediata, in tempi certi e con procedure trasparenti, di tutti i siti inquinati sino ad oggi individuati in Calabria;
- il monitoraggio ambientale permanente di terra, aria e acqua, partendo da uno studio epidemiologico e tossicologico da effettuarsi su tutta la popolazione residente in prossimità dei siti inquinati, ma anche nelle aree dove sussistono ragionevoli dubbi tuttora di contaminazione e/o inquinamento in Calabria;
- verità e certezza su responsabilità civili, penali e politiche di chi, negli anni ha inquinato, lucrato e permesso lo sfruttamento indiscriminato e senza scrupoli del territorio calabrese;
- la moratoria sui rifiuti affinché si realizzi un nuovo Piano di smaltimento basato sulla riduzione dei rifiuti prodotti e sulla reale raccolta differenziata spinta, evitando così che si realizzino nuove discariche, inceneritori o altre opere invasive sul territorio regionale;
- la moratoria sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina e su tutte quelle opere di cementificazione selvaggia delle coste e del paesaggio calabrese;
- impedire lo sfruttamento energetico intensivo e non eco-compatibile del territorio di tutta la Calabria;
- la difesa dell'acqua come bene comune, attraverso il riconoscimento negli ambiti comunali, provinciali e regionale del diritto umano all'acqua e del servizio idrico integrato con un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica
- innalzare il livello d'attenzione per prevenire infiltrazioni ed appetiti mafiosi troppo spesso presenti nella realizzazione di opere pubbliche, nella gestione del ciclo dei rifiuti ed, in generale, nell'intera economia calabrese.
Di fronte a queste richieste e di fronte ai tanti disastri ecologici accertati, ed a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora le istituzioni non si sono mosse per come avrebbero dovuto e soprattutto per tutelare gli interessi dell’intera popolazione. La lentezza delle iniziative governative, rispetto alle bonifiche da effettuare sui tanti siti contaminati dei nostri territori e all’avvio di una campagna organica di ricerca di tutte le navi dei veleni inabissati nei nostri mari, incomincia a preoccupare ed a far sospettare tentativi di depistaggi programmati e di disinformazione. A risolvere i problemi connessi a questo quadro allarmante fatto da disastri ecologici ed ambientali diffusi su tutto il territorio regionale non può bastare la buona volontà e l’attivismo di un singolo Procuratore della Repubblica o di un assessore regionale, spesso lasciati senza risorse e mezzi. Non chiediamo rassicurazioni, ma verità provate e dimostrabili, senza alcun elemento di incertezza, soprattutto a noi tutti che siamo i primi soggetti colpiti da questa catena di episodi inquietanti. Crediamo sia indispensabile, per rendere sostenibile il futuro della nostra regione, essere riconosciuti quale parte attiva entrando nel processo di programmazione e di gestione del ciclo dei rifiuti, dell'energia, dell'acqua, dell'urbanistica e delle problematiche legate alla tutela dell’ambiente e del territorio. Da qui, dunque, l'idea di costruire un forum di discussione, un luogo fisico dove uomini e donne, soggetti collettivi, associazioni e movimenti di questa regione, possano confrontarsi, dialogare e proporre iniziative concrete per un'azione più incisiva e risolutrice dei problemi. Dobbiamo discutere e tracciare un percorso, il più unitario possibile, teso a denunciare la crisi ambientale e sanitaria procurata dalla nociva gestione del ciclo dei rifiuti, dalle attuali forme di produzione dell’energia basate quasi esclusivamente su processi di combustione e da una miope politica che punta a realizzare infrastrutture faraoniche dimenticando le reali esigenze dei territori. Viceversa occorre favorire uno sviluppo vero della Calabria che crei nuove possibilità occupazionali, che rispetti e recuperi il nostro territorio, che migliori le condizioni di vita dei calabresi, che difendi l’ambiente e la salute dei cittadini e che tuteli i Beni Comuni e gli interessi concreti delle nostre comunità.
Il Forum punterà, dunque, ad approfondire le tante emergenze ambientali della nostra regione ed a proporre soluzioni condivise. Proprio a questo fine e per facilitare la partecipazione di tutti ma soprattutto per giungere a conclusioni propositive e concrete, il Forum si strutturerà in quattro gruppi di lavoro, che affronteranno le principali vertenze ambientali. Ed in particolare:
1) Acqua e beni comuni
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulla tutela dei beni comuni in Calabria ed in particolare lo sfruttamento economico delle risorse idriche della regione.
2) Navi dei veleni e rifiuti tossici
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulle problematiche legate allo smaltimento illegale dei rifiuti tossici in Calabria (Navi dei veleni, scorie nucleari, scorie industriali “Marlane”, il caso Crotone, Cerchiara, Sibari, Cassano Ionio, Amantea – valle del fiume Oliva, Cetraro,etc.)
3) Ponte e infrastrutture
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulla situazione relativa al progetto di costruzione del ponte sullo Stretto e su tutti gli altri progetti di opere faraoniche, speculative ed aggressive del territorio che proliferano nella regione Calabria. In questo gruppo di lavoro si coordineranno, anche, tutte le azioni legate alla manifestazione del 19 dicembre a Villa San Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
4) Ciclo dei rifiuti ed energie
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sul ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Calabria (Commissariamento, piano regionale, società miste, discariche, inceneritori ed impianti di smaltimento) e sullo sfruttamento energetico intensivo del territorio.
La discussione nei gruppi di lavoro sarà la base su cui costruire le decisioni da prendere in assemblea plenaria e che riguarderanno anche le prossime iniziative da avviare in Calabria. I lavori del Forum punteranno soprattutto a:
1) Preparare un LIBRO BIANCO sull’emergenze ambientali della Calabria. A questo scopo sarà necessario che tutti i partecipanti realizzino una descrizione dettagliata dei problemi ambientali dei propri territori.
2) Organizzare al meglio la partecipazione e lo svolgimento della manifestazione del 19 dicembre a Villa San Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
3) Avviare una discussione su come costruire una vertenza ambientale che investa tutta la Calabria
4) Decidere la denominazione che accomuni le rivendicazioni e le proposte dei comitati e delle associazioni calabresi partecipanti al Forum.


ORARI E LAVORI
DOMENICA 06 DICEMBRE – LAMEZIA TERME


Ore 9:00 Registrazione partecipanti

Ore 9:30 Apertura dei lavori dell’Assemblea Plenaria e presentazione delle iniziative da intraprendere, lettura del documento base e composizione dei gruppi di lavoro

Ore 10:30 Avvio dell'attività dei gruppi di lavoro Ore 13:00 Pausa pranzo (colazione a sacco a carico dei partecipanti)

Ore 14:00 Ripresa dei lavori in Assemblea Plenaria Ore 15:00 Fine dell'attività dei gruppi di lavoro

Ore 15.30 Dibattito in Assemblea Plenaria sul lavoro dei gruppi di lavoro – Proposte e deliberazioni finali

ORGANIZZATO DA: (Altra Lamezia / ARCI Crotone / Associazione Confronti / Ass. Paolab / Associazione Ambientalista “Il riccio” – Castrovillari / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / Casa della Legalità – Lamezia /CGIL Amantea / Centro Sociale “La Riscossa” / Cib Unicobas / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Collettivo Universitario “P2 – Occupata Comitato Civico “Natale De Grazia” / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”/ c.s.o.a. “A. Cartella”/ FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / Movimento Ambientalista del Tirreno / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” – Crotone / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso”/ Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joao – Lamezia Terme / TerritoRiot / Movimento Studentesco Crotonese / Circolo ARCI “Culture in... Movimento” / Coop. Sociale “Agorà Kroton” / Comitato “Mi Rifiuto” Cutro (Kr) / Circolo ARCI "Pagania" / ItaliaNostra Crotone / Ass. L'Iride)

venerdì 20 novembre 2009

Nota stampa sulle demolizioni e solidarietà al Sindaco Speranza

In questi giorni stiamo assistendo alle prime demolizioni delle 400 costruzioni abusive che dovranno essere abbattute nei prossimi mesi.
Se da una parte si plaude al ripristino della legalità in queste zone, dall'altra ci sono alcune considerazioni che non possono essere evitate.
Prima di tutto la necessità di avere una casa: per anni l'edilizia a Lamezia è stata ferma e questo ha contribuito in modo smisurato all'edificazione abusiva.
Seconda considerazione riguarda il piano regolatore. Buona parte della zona sud di Lamezia, nonostante la forte urbanizzazione che la sta interessando, continua ad essere considerata zona agricola e quindi non edificabile, mentre poi assistiamo, in piena città, alla costruzione di palazzine a fianco a fiumi.
Allora, ci domandiamo, quali sono i criteri di concessione edilizia?
Riteniamo che sia utile sbloccare molti terreni considerati agricoli tenendo conto dell'urbanizzazione effettiva della città e non di quella che si vuole imporre.
Altra questione dolente l'emergenza abitativa. Le case in città non bastano, gli appartamenti in centro in palazzi di oltre cinquant’anni spesso superano i 250mila euro, diverse palazzine popolari sono ferme e mai completate, insomma dove dobbiamo metterle le nuove famiglie?
Riteniamo giusto punire chi ha sbagliato, ma riteniamo altrettanto giusto effettuare una differenza tra chi ha costruito per necessità e chi lo ha fatto per business, tra chi ha costruito senza il rispetto delle norme sismiche o in zone geologicamente instabili e chi invece ha edificato a norma, tra chi ha occupato demanio pubblico e chi ha tirato su un'abitazione nella propria terra con tanti sacrifici, tra la povera gente e la famiglia mafiosa che nella casa abusiva ha visto, ancora una volta, un modo per dimostrare la propria forza e la propria impunità.
Al Sindaco Gianni Speranza, poi, va la nostra piena solidarietà per l'aggressione subita. Si può condividere o meno quello che sta accadendo, ma non si può assolutamente cadere nel gioco della violenza soprattutto nei confronti di chi in questo momento non ha colpe, anzi si trova ad eseguire sentenze ormai definitive.
Il fatto che in questa protesta ci siano presunti appartenenti alla 'ndrangheta, cosi come dichiarato da giornali e media, rende tutto ancora più grave, screditando cosi quella che in alcuni casi potrebbe anche essere una protesta legittima.
Ci piacerebbe, infine, avviare un discorso costruttivo che, tenendo conto degli errori commessi in passato, da oggi porti ad un cambiamento, dal piano regolatore ai controlli sul territorio, senza dimenticarsi di chi, in questa situazione, rischia di perdere la prima e unica casa.

martedì 17 novembre 2009

Nota stampa su proposta di Legge Lazzati

Ci preme interviene in merito alla spiacevole situazione che si è verificata nei giorni scorsi tra la nostra associazione e il Giudice Romano De Grazia, precisando che l'incomprensione è stata personalmente e definitivamente chiarita.
Pur non condividendo la scelta di correre alle elezioni, la nostra associazione vuole, qualora ce ne fosse ancora bisogno, affermare nuovamente l'appoggio totale alla proposta di legge Lazzati, ritenuta un utile strumento di contrasto alla criminalità organizzata.
Contrasto che, a nostro avviso, deve avvenire contemporaneamente su due fronti.
Da un lato serve un impegno concreto dello Stato attraverso arresti, confische, protezione ai collaboratori di giustizia, insomma attraverso tutti i mezzi messi a disposizione dalla legge e in questo contesto si inserisce perfettamente anche la proposta di legge Lazzati, introducendo il divieto di propaganda elettorale alle persone appartenenti alle associazioni mafiose e sottoposte alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, garantendo cosi maggiormente legalità e trasparenza nella pubblica amministrazione.
Dall'altro lato invece è necessario diffondere la legalità dal basso, attraverso iniziative e spazi per i giovani, arte, musica e cultura.
Sottolineando ancora l'amicizia con il Giudice De Grazia, auspichiamo che la proposta Lazzati diventi legge in tempi rapidi e ne approfittiamo per lanciare un appello a tutte le associazioni impegnate nella nostra stessa battaglia affinché si collabori fortemente per il riscatto della nostra città.

lunedì 16 novembre 2009

Basta bugie! Basta prese in giro! Avvio immediato delle bonifiche e messa in sicurezza dei territori!

La Calabria si trova, oggi più che mai, vittima di operazioni e interventi devastanti che rischiano di compromettere definitivamente ogni equilibrio ecologico e sociale, rendendo invivibili le condizioni delle comunità calabresi.
Dal Pollino allo Stretto, la lista delle lagnanze di questa terra martoriata si fa infatti sempre più lunga, quanto tragica, e la “scoperta” delle navi a perdere è solo la punta di un enorme sommerso iceberg.
Non può certo bastare l’ennesimo tentativo di affossamento e depistaggio messo in piedi dal Governo nazionale: le oltre 30mila persone che hanno partecipato alla manifestazione del 24 ottobre ad Amantea, testimoniano come i calabresi abbiano acquisito la consapevolezza di vivere su terreni avvelenati. Così nella vallata del Fiume Oliva, a Crotone, a Praia, nella sibaritide come nell’aspromontano: le nostre montagne e i nostri mari per anni hanno svolto il compito di enormi discariche per rifiuti “ingombranti”.
Purtroppo il saccheggio dei territori si manifesta anche attraverso la svendita delle nostre risorse a favore degli appetiti del grande capitalismo internazionale. Così ci ritroviamo la più importante multinazionale al mondo nella gestione dei servizi ambientali, la francese Veolia, a farla da padrona su settori vitali come la gestione di acqua e rifiuti. Così assistiamo all’imposizione di inquinanti impianti di produzione energetica in una regione che da decenni ne esporta grandi quantità.
Scelte dissennate, incuria e avidità, sono tra le principali cause del dissesto idrogeologico che caratterizza i nostri territori: la tragedia che ha colpito il messinese poteva essere assolutamente evitata se si fosse messo davanti a tutto la sicurezza della popolazione. Le tremende alluvioni che hanno causato frane e morti e le mareggiate che hanno devastato le nostre coste lo scorso inverno, avrebbero già dovuto mettere in guardia chi di competenza: poco o nulla è stato fatto per rimediare ai tanti disastri, sicuramente niente per la messa in sicurezza.
A fronte di tutto questo, siamo costretti a subire l’ennesima provocazione: l’annuncio della prima pietra del ponte sullo Stretto, una farsa che dura ormai da quarant’anni, che è già costata oltre 520 milioni di euro senza riuscire neanche ad arrivare all’approvazione del progetto definitivo.
Come cittadini calabresi siamo stanchi di essere umiliati da istituzioni e affaristi, di vedere la nostra terra svenduta per i loro interessi.
Basta con le false promesse! Noi vogliamo che i soldi destinati al Ponte vengano impiegati da subito per le opere di messa in sicurezza e di bonifica dei nostri territori; vogliamo che la Regione Calabria abbandoni una volta per tutte la folle idea del Ponte, uscendo dalla Stretto di Messina SpA e finendola così di erogare finanziamenti verso questo progetto; vogliamo che il Governo dia risposte concrete alle emergenze concrete!

Come associazioni ambientaliste, movimenti, comitati calabresi ci incontreremo il 6 dicembre, a Lamezia Terme, per coordinare meglio le nostre forze e risorse sparse in tutto il territorio e unificare i nostri sforzi nella difesa di questa terra.
Per rispondere alla beffa natalizia saremo il 19 dicembre a Villa San Giovanni, per dire No al Ponte sullo Stretto.

IL 23 NOVEMBRE 2009 FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE AL GOVERNO ED ALLE ISTITUZIONI SEMPRE PIU’ LONTANE DALLE POPOLAZIONI

SIT-IN ORE 10 DAVANTI LE PREFETTURE DI COSENZA, CATANZARO,CROTONE, VIBO VALENTIA, REGGIO CALABRIA.

Tanti luoghi una sola voce

VERSO IL FORUM “EMERGENZA AMBIENTE IN CALABRIA”:Altra Lamezia / ARCI Crotone / Ass. Confronti / Ass. Paolab / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / c.s.o.a. “A. Cartella” / Casa della Legalità - Lamezia / CGIL Amantea / Cib Unicobas / Collettivo Universitario “P2 – Occupata / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Comitato Civico Natale De Grazia / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” / FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / il Riccio – Castrovillari / Isde Italia – Medici per l’Ambiente / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” Crotone / Movimento Ambientalista del Tirreno / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso” / Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joao - Lamezia Terme / TerritoRioT/ Movimento Studentesco Crotonese / Circolo ARCI “Culture in... Movimento” / Coop. Sociale “Agorà Kroton” / Comitato “Mi Rifiuto” Cutro (Kr) /

martedì 10 novembre 2009

Adesso vi raccontiamo una storia

Ci sono dei ragazzi, che decidono di fare qualcosa per la propria città. Perché sono stanchi di non avere spazi,di non avere alternative, di non avere futuro. Siamo a Lamezia Terme e, come nelle altre città della Calabria, c’è un problema serio: si chiama ‘ndrangheta. Corre veloce per delle vie che sono nascoste dall’omertà radicata nella gente come cultura. Bisogna non vedere, non sentire, non esserci. Bisogna annullarsi e diventare un numero nelle mani del clan del quartiere. Ma non c’è solo la ‘ndrangheta, ci sono altri mali sociali come la disoccupazione, la corruzione, c’è il malessere di un popolo che vive a testa bassa. Perché ad alzar la testa si finisce sempre male. Si crea un circolo vizioso, che collega tutti i mali e ne rende schiavi i cittadini. Perché si dirama nella tradizione locale la sensazione che quella mafia non sia giusta, ma che non arrechi danno a nessuno. Lottare contro quel male è qualcosa di molto complesso, vuol dire entrare in un tunnel e non avere la certezza di uscirne vivo. Ma torniamo a quei ragazzi. Sono giovani, stanchi e delusi. Hanno voglia di cambiare le cose, di ribellarsi alle ingiustizie, perché da anni a Lamezia Terme i giovani sembrano essersi spenti, sembrano aver chiuso i propri ideali in un cassetto a prendere polvere. È l’indifferenza, il male di una generazione che crede di avere già tutto. E quei ragazzi decidono di provare a cambiare le cose, ma non è facile. C’è bisogno innanzitutto di un posto dove vedersi, dove riunirsi per discutere. Ma soprattutto un posto dove i bambini, i giovani, adulti e anziani, tutti, possano stare. Un’alternativa alla strada, alla passeggiata sul corso, al centro commerciale. Questi giovani scelgono di aprire una sede territoriale a Lamezia Terme di una grande associazione che si chiama “Casa della Legalità e della Cultura”. Organizzano tante iniziative molto serie, ma uno spazio non c’è. Lo cercano ma non gli viene dato. Trovano chi li ospita e vanno avanti così. Passa il tempo, e questo spazio arriva. Arriva dopo molte lotte, dopo molto sudore, dopo molte riunioni fatte in piazzetta sotto l’acqua a prendere freddo, dopo 522 firme di Lametini. C’è addirittura chi, senza avere a che fare con la Casa della Legalità, si fa intervistare al corteo di Amantea con lo striscione dell’associazione bene in vista, approfittando della buona fede dei ragazzi che lo reggono i quali, dopo essersi accorti dello scherzetto, si allontanano dalla telecamera. Ma poi succede qualcosa… Succede come succede in tutta Italia. Arriva qualcuno, con prepotenza, con arroganza e cerca di prenderselo quello spazio. E per farlo cosa fa? Fa partire in giro delle voci false, perché questo è il trucco. Succede poi che ad alcuni politici questo gioco piace e, ancora di più, piace usarlo per attaccare l'amministrazione comunale. Succede persino che qualcuno, impegnato da anni in importanti battaglie contro la mafia, con il suo movimento decide di aderire per le prossime elezioni comunali ad una coalizione e, nella conferenza stampa di presentazione di questa alleanza trasmessa in tv si lascia scappare la frase: < le parate le facciamo fare alla Casa della Legalità>, affiancando questa associazione ad una spaghettata per la legalità che di certo non ha niente a che fare con la Casa della Legalità. Certo fa strano sentire parlare di parate da chi aderisce ad una lista che correrà alle elezioni. Ma questa è Lamezia Terme e figuriamoci se, sotto elezioni, ci si rende conto di quanto sia squallido e infame fare campagna elettorale sulla pelle dei giovani onesti e della legalità. È a questo punto che quei ragazzi si sono accorti di aver pestato i piedi a qualcuno. Perché quando qualcosa funziona, arriva sempre qualcuno che te la vuole smontare. Perché forse hai fatto troppo, forse vorresti fare troppo e c’è gente che non vuole correre il rischio. Perché inizia ad avere paura. Perché, quando la cultura e la legalità si diffondono, è come se, su ogni male, si accendesse un faro visibile a tutti. Ecco perché te lo vogliono portare via. Perché “tu” l’alternativa a Lamezia non la devi creare. Eccolo l’ennesimo attacco alla Casa della Legalità e della Cultura di Lamezia Terme, questa volta persino peggiore degli altri perché non arriva dal male che si cerca di combattere, ma arriva dalla politica e da chi dovrebbe fare antimafia. Ma si sbagliano di grosso. Perché non sanno quanto ci credono quei ragazzi, quanta forza hanno impiegato per realizzarlo e quanto amano la loro città.

lunedì 19 ottobre 2009

Sabato 24 ottobre tutti ad Amantea!!!


Il recente ritrovamento del relitto al largo di Cetraro non fa altro che confermare quello che, purtroppo in pochi, cercavano di spiegare da anni: il nostro mare è una discarica di rifiuti pericolosi.
In questa fase delicata è importante mantenere alta l'attenzione su questo problema per evitare che le indagini si fermino come è gia successo in passato. Proprio per questo motivo il mondo associativo e i cittadini devono impegnarsi attivamente affinché questo non accada nuovamente.
Il 24 ottobre 2009 saremo ad Amantea con i cittadini e le associazioni del Tirreno Cosentino per chiedere verità sulle navi in fondo ai mari, sulla Jolly Rosso, sull'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, sulla misteriosa morte di Natale de Grazia.
Saremo ad Amantea per chiedere giustizia per tutti i morti e malati di tumori a causa dei veleni lasciati nei nostri mari e sotto le nostre terre, ancora saremo ad Amantea per esprimere vicinanza ai parenti delle vittime della Marlane di Praia a Mare, ai cittadini in lotta a Crotone contro l'emergenza ambientale e i rifiuti tossici seppelliti sotto le scuole.
Saremo in strada perché a Lamezia la situazione è pressoché identica e in questo contesto rilanciamo la nostra strategia rifiuti zero, ribadendo il nostro "NO" secco ad altre discariche e inceneritori nel Lametino, chiedendo nuovamente la realizzazione di uno studio epidemiologico su Lamezia per accertare eventuali cause e correlazioni di malattie, sollecitando le autorità competenti, alla luce dei ritrovamenti di alcuni fusti sospetti nei pressi di Gizzeria e soprattutto alla luce del ritrovamento del relitto a Cetraro, a riaprire le indagini sul misterioso affondamento della Vittorino Zanibon che pare si trovi proprio nei pressi di Lamezia.
Per tutti questi motivi vi invitiamo a partecipare con noi alla Manifestazione Nazionale che si terrà ad Amantea sabato 24 ottobre 2009, con raduno sul Lungomare alle ore 09,00.


Casa della Legalità e della Cultura – Sezione di Lamezia Terme
Altra Lamezia
Collettivo Studenti in Lotta Lamezia



lunedì 12 ottobre 2009

Bando regionale su centri di recupero occasione da non perdere

Le associazioni ed organizzazioni (Meetup Amici di Beppe Grillo di Lamezia Terme, Casa della Legalità e della Cultura sezione di Lamezia Terme, il Movimento Amolamezia, il Circolo Culturale Rua Sao Joao, l‟Associazione Culturale Algo Mas e Sinistra Critica Lamezia) chiedono al sindaco Speranza di attivarsi prontamente per la partecipazione della nostra cittadina al bando emanato dalla Regione Calabria per la creazione di 60 centri di recupero in regione volti all‟implementazione della raccolta differenziata tramite la ricezione ed il riavvio dei materiali di scarto alle filiere produttive e ai consorzi di recupero e riutilizzo.
Questa è una grande occasione per la nostra città che un‟amministrazione attenta e lungimirante che sia realmente sensibile alle tematiche ambientali non può lasciarsi sfuggire, soprattutto in un momento storico in cui si avverte per la prima volta in maniera così pressante la necessità di un cambiamento epocale nella strategia del trattamento dei rifiuti.
D‟altronde questo bando segue di pochi mesi quello relativo alla promozione della raccolta differenziata e di pochi giorni il nuovo accordo siglato dalla Regione Calabria con il Conai per il conferimento degli imballaggi da recupero.
Il tutto si inquadra perfettamente nella strategia “Rifiuti Zero” di cui già le scriventi associazioni ed organizzazioni hanno avuto modo di notiziare la cittadinanza in occasione della recente manifestazione Music Against „Ndrangheta 4.
L‟occasione è propizia in quanto si tratta della concreta possibilità di realizzare a costo quasi zero un impianto di accettazione e selezione di rifiuti di ogni tipo di categoria merceologica (dalla batteria alcalina ai grandi elettrodomestici) che opportunamente suddivisi saranno poi conferiti ai centri di trattamento vero e proprio o alle filiere produttive per il riutilizzo, andando ad abbattere la quantità di indifferenziata e, conseguentemente, le relative tariffe di conferimento in discarica a carico delle già asfittiche casse comunali.
Inoltre, è previsto nelle linee guida del progetto da inoltrare per la partecipazione al bando regionale che lo stesso centro venga poi affidato in gestione per conto del comune (o di un consorzio di comuni) ad una cooperativa sociale all‟uopo costituita, in tal modo consentendosi anche la creazione di posti di lavoro per soggetti disagiati.
E‟ auspicabile che questa amministrazione faccia seguire alle parole i fatti e che alla manifestazioni di disponibilità seguano concreti atti di interesse volti a non far perdere alla città di Lamezia questa occasione che va nella direzione di un‟innovazione virtuosa nel campo del trattamento dei rifiuti.

Meetup Amici di Beppe Grillo di Lamezia Terme
Casa della Legalità e della Cultura sezione di Lamezia Terme
Movimento Amolamezia
Circolo Culturale Rua Sao Joao
Associazione Culturale Algo Mas
Sinistra Critica Lamezia

giovedì 8 ottobre 2009

24 ottobre 2009 Manifestazione Nazionale ad Amantea


Nessuno ci deve più imbrogliare!
BASTA VELENI
DA AMANTEA UNA SOLE VOCE:
“Riprendiamoci la Vita, Vogliamo una Calabria Pulita!”

Nella valle del fiume Oliva è stata accertata la presenza di un fortissimo tasso di radioattività; lo confermano i rilievi effettuati dall’Arpacal per conto della Procura di Paola, dai tecnici del Ministero dell’ambiente e dai Carabinieri del NOE.
Al largo di Cetraro è stata accertata la presenza di una nave affondata con tutto il suo carico di veleni, quasi certamente scorie tossiche e nucleari trasportate dalla Motonave Cunski, affondata dalla ‘ndrangheta per conto di bande assassine e di chissà quali “servizi” nazionali ed internazionali.
A Crotone le scuole, i piazzali, le abitazioni sono inquinate da materiale tossici che stanno avvelenando giorno dopo giorno principalmente i bambini. Questo materiale tossico proviene dalla Pertusola, fabbrica dimessa e mai bonificata, da dove sono partite le 35 mila tonnellate di ferriti di zinco ancora sepolti nella sibaritide.
A Praia a Mare e nella fabbrica della morte Marlane sono state accertate 40 morti per tumore ed altri 40 colpiti da varie forme tumorali, mentre attorno alla fabbrica, al centro del paese, sono stati scoperti rifiuti tossici sotterrati
Di fronte a questi disastri ecologici accertati, ed a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora il governo nazionale non si è mosso per come avrebbe dovuto fare convocandosi in forma straordinaria ed urgente e stanziando i fondi necessari.
La lentezza delle iniziative governative incomincia a preoccupare ed a far sospettare tentativi di depistaggi programmati e di disinformazione, come è già avvenuto sulla vicenda della Jolly Rosso.
A risolvere i problemi connessi a questo disastro ecologico ed ambientale non possono bastare la buona volontà e l’attivismo di un Procuratore della Repubblica e di un assessore regionale.
Non chiediamo rassicurazioni ma verità provate e dimostrate a tutti noi che siamo i cittadini interessati colpiti da questa immane tragedia.
Non ci basta che venga misurata la radioattività presente ad Oliva ma vogliamo che vengano scoperti e portati alla luce tutti i materiali inquinanti sepolti in quella valle dell’inferno.
Non ci basta qualche prelievo fatto da una nave “ministeriale” al largo di Cetraro ma vogliamo che i fusti sepolti a 480 metri di profondità vengano tutti recuperati ed analizzati.
Vogliamo che vengano ricercate anche le altre “navi a perdere” affondate nei nostri mari con i loro carichi mortali.
Vogliamo che si faccia presto perché la nostra salute è ad alto rischio e sull’economia vi saranno ricadute negative pesantissime.
La mobilitazione della popolazione deve essere massima, continua e forte,
Le istituzioni locali e regionali , i politici tutti, che fino a ieri hanno fatto finta di non sapere cosa vi fosse nel fiume Oliva, a Cetraro, a Praia a Mare, oggi devono fare la loro parte e seguire tutti i percorsi necessari a tenere alta la mobilitazione, compreso il compimento di atti eclatanti e formalmente poco ortodossi.
I sindaci in particolare devono vigilare uniti contro ogni tentativo di sottostimare il pericolo e di rabbonire le popolazioni senza ragion veduta.
Per tutto questo le associazioni ambientaliste, i sindacati, i comitati di base indicono per
SABATO 24 OTTOBRE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
AD AMANTEA
CON PARTENZA ALLE ORE 9 DAL PIAZZALE EROI DEL MARE SUL LUNGOMARE NATALE DE GRAZIA DI AMANTEA

Per chiedere al governo, alla regione, a tutti gli enti preposti
Che venga dichiarato dal governo lo stato d’emergenza in tutto il territorio costiero che va da Maratea ad Amantea e nei siti contaminati come Crotone e la sibaritide
che vengano indennizzati tutti i pescatori della costa e i contadini della valle dell’Olivo e tutte quelle categorie che vivono di turismo
che venga effettuata un analisi epidemiologica in tutta la costa tirrenica e in tutta la regione venga istituito e reso pubblico il registro dei tumori
che vengano dati mezzi e risorse alla regione Calabria perchè immediatamente vengano recuperate la nave Cunsky davanti Cetraro e la Yvonne davanti Maratea insieme al loro carico radioattivo e tossico
che venga bonificata tutta la valle dell’Olivo nei luoghi indicati e conosciuti dove risultano sepolti i rifiuti
che vengano bonificati tutti i luoghi inquinati come il Fiume Oliva, Crotone, la sibaritide, Praia a Mare,
che venga riaperta l’inchiesta sulla Jolly Rosso e vengano perseguiti i responsabili del tentato affondamento e si scoprano i responsabili del seppellimento dei rifiuti, delle ditte che vi hanno lavorato, di coloro che hanno depistato più volte l’inchiesta
che venga aperta un’inchiesta per fare chiarezza sulla morte sospetta del capitano Natale De Grazia
che vengano ripresi i processi riguardanti i disastri ambientali giacenti nelle varie procure calabresi.

PER ADESIONI ED INFORMAZIONI TELEFONARE PRESSO LA CAMERA DEL LAVORO

Tel. Fax:0982.424788
Tel.: 0982.427954

O scrivere a manifestazione@comitatodegrazia.org


http://www.comitatodegrazia.org/


giovedì 1 ottobre 2009

Piano B per la Calabria

Il Piano B è l’alternativa al Piano A, che sarebbe il modello di società corrente in Calabria, quello basato sull’usa e getta, sul neocolonialismo da parte delle multinazionali, sull'abbandono dei centri storici, sullo spreco di risorse idriche, sulla violenza continua al territorio, sull'eccessivo sfruttamento delle risorse, sullo scimmiottare modelli che non ci appartengono, sulla costruzione di opere pubbliche inutili e devastanti, sull'assenza di civiltà e di rispetto per il prossimo e per l'ambiente, sulla chiusura delle informazioni e della conoscenza, sul saccheggio, sull'esclusione. Il Piano B è l’alternativa a tutto ciò, una strategia che si pone tre obiettivi principali: diffondere la conoscenza e le informazioni attraverso l'organizzazione di conferenze e incontri; raccogliere queste informazioni in un volume-programma; utilizzare tutti gli strumenti democratici per trasformare il programma in azioni, opere, attività reali, cambiamento.
Il Piano B è l'unica strada per ridefinire il nostro stile di vita, il nostro modello di società prima che sia troppo tardi, perché quello adottato finora ha assunto le sembianze del suicidio di massa.
Il primo passo da compiere sarà quello di redigere un primo indice di questo volume, magari riprendendo ed ampliando quello di altri volumi già pubblicati. La differenza tra quelli già pubblicati ed il nostro consisterà nella focalizzazione dei contenuti e dei programmi sul nostro territorio: la Calabria. Sulla base di questa prima bozza di indice si compirà il secondo passo, ovvero ci si occuperà di raccogliere tutto il materiale necessario per riempire i vari capitoli. Al termine di questo lavoro, che ci impegnerà fino alla prossima primavera, pubblicheremo il volume (corredato anche da un dvd che raccoglierà video e foto) e organizzeremo una grande conferenza per presentarlo. Il terzo e ultimo passo sarà quello di fare pressione a tutti i livelli perché venga attuato. Il libro sarà contemporaneamente un libro ed un sito.
Lo strumento di comunicazione scelto per interagire nel corso di questo lavoro è costituito da questo gruppo di Facebook.
Durante la fase di raccolta delle informazioni e del materiale da utilizzare per redigere il volume organizzeremo degli incontri invitando giornalisti, esperti, imprenditori responsabili e amministratori virtuosi dai quali apprendere e imparare per arricchire il nostro lavoro ma anche per fare informazione e diffondere la conoscenza.
Per fare questo abbiamo bisogno della vostra collaborazione: contributi economici, contributi di idee, aiuto materiale, segnalazioni, sostegno. Alla formulazione del Piano B per la Calabria possono aderire: singoli cittadini, associazioni, imprese, comitati e qualsiasi altro movimento della società civile che ha a cuore il futuro sostenibile di questa regione.

Al momento hanno aderito al Piano B per la Calabria:

Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Catanzaro
Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Lamezia Terme
WWF Catanzaro
Italia Nostra - Sezione di Lamezia Terme
GH Calabria / Orme nel Parco - impresa turistica (CZ)
Associazione culturale Megale Hellas - Cinquefrondi (RC)
Corigliano Andare - Agenzia di promozione turistica - Corigliano (CS)
Casa della Legalità e della Cultura - Sezione territoriale di Lamezia Terme
Movimento "Amo Lamezia"
Cittadinanzattiva Lamezia Terme